50 Sfumature di Joker

Tutti noi conosciamo Joker, il principe pagliaccio del crimine, nemesi principali del supereroe Batman. Il suo essere freddo, insensibile, folle, sadico, pungente, violento e omicida lo hanno reso personaggio cult nel mondo dei fumetti. Quel sorriso beffardo, le guance ricoperte di rughe e cicatrici, i capelli verdi, in netto contrasto con l’abito viola, sono tutti elementi che risaltano nella nostra mente fin da quando eravamo bambini. La fortuna di Joker nella cultura di massa si deve però alle trasposizioni cinematografiche che si sono succedute negli anni.

Nel film Batman del 1989 diretto da Tim Burton, Joker è stato interpretato da Jack Nicholson. In questa pellicola si lascia al personaggio maggiore fedeltà al look del fumetto, arricchendone il profilo con un’impronta #gangster. Pur essendo un criminale senza scrupoli, Nicholson è elegante e raffinato e fa dell’astuzia la sua arma migliore, dimostrando di avere una psiche contorta e aggressiva, ed emulando il carattere originario del personaggio con dell’humour e delle battute pungenti. Questa interpretazione è stata accolta con diverse critiche positive, soprattutto dalla fetta di fan fedeli ai comics.

Nel film Il Ritorno del Cavaliere Oscuro del 2013 diretto da Christoper Nolan è il turno di Heat Ledger, la cui versione di Joker appare molto più realistica da quella precedente. Il volto bianco, le labbra rosso rubino e i capelli verdi non fanno parte del suo aspetto naturale: si tratta di semplice trucco facciale che il criminale applica al suo volto come una specie di pittura di guerra. Il ghigno malato è inoltre accentuato da due cicatrici che dagli angoli delle labbra si estendono fino sulle guance. Il risultato è un vero e proprio #folle, che l’attore australiano definì «uno psicopatico senza coscienza delle sue azioni, un sociopatico assoluto, un assassino di massa a sangue freddo, con zero empatia». Ledger trascorse sei settimane di preparazione isolato in una stanza d’albergo, creando una voce iconica ed una camminata leggermente ingobbita. Molti sostengono che l’attore, morto poco dopo aver ultimato le riprese, avrebbe assistito impotente ad un acuirsi della propria depressione. Il ruolo gli valse la vittoria di un Oscar postumo come miglior attore non protagonista, e contribuì al successo della pellicola.

Ora toccherà a Jared Leto, trasformista degno dell’Academy, dare nuova luce al Joker sui grandi schermi in Suicide Squad di David Ayer, la cui uscita è prevista per agosto del 2016. Qui si è completamente stravolta la figura del personaggio dei fumetti per dare spazio a un criminale #rock. I capelli decolorati fino a diventare verdi, le sopracciglia pressoché inesistenti, il pallore lunare del corpo, la dentiera di ferro e i numerosi tatuaggi sul petto scoperto di Leto ci lasciano immaginare che anche questa interpretazione sarà unica nel suo genere. Basti pensare che l’attore si sia talmente calato nel ruolo del killer da spedire alla collega di set Margot Robbie un ratto vivo, e a Will Smith alcuni proiettili veri.

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